PERFECT DAY

sul treno fa caldo. in piedi, la scolaresca, le prenotazioni sbagliate. piccolo attacco di panico che evito ricostruendo l’ordine dei pezzi del primo album dei Clash, sia dell’edizione inglese che americana. poi osservo i ragazzi. scendo, il cuore comincia a battere, intravedo una ragazza vestita di nero che potrebbe essere LEI. la sorpasso poi mi avvicino per capire se lo è ma si allontana di colpo. oddio. mi crolla il mondo addosso, specie dopo aver chiamato e trovato il cellulare spento. poi mi rendo conto dell’errore, il suo treno non è ancora arrivato. respiro. mi guardo attorno. mi arriva il suo messaggio. “Sono arrivata…”. la vedo, è lei, giubbottino jeans, jeans e Converse fantasia rosa. mi avvicino, le do due bacini sulle guance. sembra imbarazzata ma, d’altronde. poi, un bar di fronte la stazione, due spritz, poi altri due. mi ero già tolto gli occhiali, la guardo ma l’intensità e la bellezza dei suoi occhi mi costringono ad abbassare lo sguardo di tanto in tanto. quasi subito le do i regalini. parlo, parlo molto. di tutto, musica, computer, Splinder, stragi e chissà cos’altro. lei parla poco ma sembra attenta ed interessata. poi le dico che vorrei mangiare, passeggiamo verso il centro. strade larghe semivuote. in lontananza una specie di portico, come un miraggio. in effetti. “Andiamo di là?” – “Sì, va bene”. poi la piazza (della Loggia?). un ristorante. i tavoli fuori con le sedie bianche. ci ispira. guardiamo il menu. va bene. l’aria è calda ma non troppo. io ordino risotto alla milanese, lei una porzione di patatine fritte. vino rosso del Garda. finisco di mangiare ma anche gli argomenti. basta col più e col meno. la osservo ma poi riabbasso gli occhi. poi le dico “Sai cosa mi piacerebbe fare?” – lei sorride “No”. “Stringerci le mani, ci sto pensando da cinque minuti ma non riuscivo a dirlo”. lo faccio. le tendo la mano. il cuore. lei tende la sua. le stringiamo, prima in un modo, poi nell’altro. poi nell’altro ancora. poi come prima. le dita si inseguono, toccano ogni angolo, ogni millimetro della mano altrui. tutte e quattro. la bacio dolcemente. un bacio né lungo né breve. poi mi alzo. torno. ci cerchiamo, ci baciamo, lasciandoci andare totalmente. i baci sono dolci ma le bocche ora si schiudono. le nostre lingue si incontrano senza pudori. ogni tanto apro fugacemente gli occhi e vedo un po’ di saliva attorno le sue labbra. che mi baciano le dita. un fotogramma rapido, dolce, intenso. richiudo gli occhi. avvicino la sedia. poi facciamo delle foto. si sta facendo tardi. decidiamo di alzarci. paghiamo e ci allontaniamo abbracciati, incredibile. ci eravamo seduti QUASI da estranei e ci allontaniamo cingendo io le sue spalle, lei la mia vita. come una coppia. siamo una coppia ora. cerchiamo un parco, lo troviamo. ci appoggiamo ad un albero. la testa gira. ci baciamo ancora senza parlare. il più stretti possibile. le mani ora possono accarezzare i nostri corpi. è come essere in un altro mondo. non vedo più nulla. non apro più gli occhi. voglio solo godere del calore che mi sta dando. il calore. QUEL calore. proprio quello. esattamente quello. fantasmi e muri sono lontanissimi, anni luce. siamo fuori dal tempo. che però ci rincorre. ma che importa? godiamo del nostro calore fino all’ultimo. poi, frastornati, confusi, cerchiamo la stazione che ci ha fatto incontrare. non la troviamo. non importa. sono tanto felice che chiedo informazioni a dei poliziotti. questo la dice lunga. troviamo la stazione. decidiamo quali treni prendere. partono quasi contemporaneamente, come quando siamo arrivati. siamo abbracciati fino all’ultimo. il cuore mi si stringe ma non voglio darlo a vedere. binario 1. ci rivedremo vero? sì, ci rivedremo. lei sale, la cerco con lo sguardo, impalato lì. credo di vederla sedersi. adesso non siamo più virtuali. adesso siamo NOI. e tutto il resto non conta.

LOU REED: “Perfect day”

 

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11 commenti on “PERFECT DAY”

  1. utente anonimo ha detto:

    il non essere virtuali penso cominci a cambiare le cose…che figa giornata che vi siete dedicati.complimenti ad entrambi.

    p.s.:anch’io se chiedo informazioni agli sbirri o son molto felice eo troppo fuori..

    paolo.

  2. disorderpixie ha detto:

    che nulla sfumi e resti nell’incanto. in bocca al lupo..

  3. blue87 ha detto:

    Bellissimo post. E bellissimo quello che è successo. Ti auguro tutto il meglio :).

  4. myselfandyou ha detto:

    AmOoOoOoOoOoOore!!!

  5. Dangerfield ha detto:

    Mmm…non mi convince…non sei in te…anche il brano che hai scelto mi sembra poco ricercato…hai la testa altrove.
    Chi scrive rende nettamente meglio quando ha qualcosa di cui patire.
    Gioite della vostra intimità.

  6. stephybj ha detto:

    davvero bello…..
    spero vada avanti…
    in bocca al lupo 😉

  7. PsycoChic ha detto:

    Questa canzone corona sempre i momenti piu’ belli.

  8. MorganaLaPazza ha detto:

    Credici, lotta, allontana la paura che è il vero nemico dell’amore, sentiti dentro, sentila e rin corri finalmente i tuoi sogni.
    Puoi farcela, potete farcela.
    Io ho trovato l’uomo della mia vita così, in questo posto, con piu’ di 1000 km di distanza.
    Ora viviamo insieme e abbiamo dato un calcio nel culo ai luoghi comuni e a Tutto cio’ che nn credeva in noi.
    Io so che se vuoi ce la farai, ce la farete e ti sono accanto e credo in voi.
    Ciao!

  9. myselfandyou ha detto:

    … e vorrei tornare indietro. Farmi chilometri pur di abbracciarti… non sai quantom i costa non farmi sentire. Lo faccio qui, per la buona notte.

  10. myselfandyou ha detto:

    E’ inevitabile… ogni sera mi rileggo questo post…


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