OTTANTA

la mia teoria è questa. gli anni ottanta sono cominciati nel settantasette e finiti, circa, nell’ottantadue. il resto, gli anni seguenti, sono solo rami secchi con frutti avvizziti. escrescenze da rimuovere. con le dovute eccezioni naturalmente, non sfinitemi con precisazioni e pignolerie. la cosa grottesca è che molti identificano questo decennio proprio con gli anni che io considero ininfluenti. spalle larghe, paninari, yuppismo, capelli cotonati, Drive In…ossia tutto ciò che svilisce la mirabile rottura esteticoesistenziale dell’elettrico quinquennio a cui mi riferisco, non sono NULLA. è cultura popolare, nel senso dispregiativo del termine. chi volesse indagare e godere della mia tesi vada a ripescare i primi numeri di Frigidaire (n°1, novembre 1980), la bibbia dei giovani new-wavers/postpunk italici. un mensile come non si era mai visto prima e come non fu mai più visto dopo. la palestra di Tamburini&Liberatore, Pazienza, Scozzari, Iosa-Ghini, Carpinteri e chi più ne ha più ne metta. grafica postmoderna, ipercolorata, tossica, neofuturista. inchieste anomale. il manuale del killer professionista. bianca eroina come droga del momento. recensioni musicali al vetriolo (Red Vinyle definì Brian Eno genio finocchio, David Byrne il suo amico testadicazzo e Robert Wyatt grasso handicappato iscritto al PC inglese, scandalizzando i benpensanti di sinistra). su quale altra rivista non specificamente musicale si poteva leggere tranquillamente di geniacci fortunatamente incompresi dalle masse quali Throbbing Gristle, Residents, Suicide, Lounge Lizards, Clock DVA, Cabaret Voltaire? nessuna. badate, non sono un patito dell’elettronica pura ma…quando ci si riferisce all’elettronica degli ottanta menzionando Depeche Mode e Soft Cell, beh, non so se sghignazzare o vomitare. in caso vogliate sondare con spettro più ampio la nuova scena musicale anglosassone del periodo (molto genericamente definita new wave) andate a ripescare nonsodove i primi numeri di Rockerilla, rivista tuttora esistente. la sua veste rigorosamente b/n, quasi fanzinara, non poteva non ammaliarmi ed è anche grazie alla suddetta che posi le basi della mia (contro)cultura musicale. non comincio neanche a disquisire sul punk, il discorso si farebbe lungo. d’altronde, in un certo senso, lo ho già menzionato. la dodicesima parola di questo post equivale a punk. nel senso più ampio. non solo creste e borchie. gli autonomi che invece di rompere vetrine sparavano ai poliziotti  erano punk. William Burroughs era punk. il Male (abrasiva rivista satirica di estrema sinistra) era punk. Carmelo Bene era punk. Ballard era (cyber) punk. mi fermo. sto ascoltando rapito l’album che inserirò come soundtrack. l’album col titolo più ingannevole che abbia mai sentito. anno di grazia millenovecentosettantanove. quando la massa ballava i Bee Gees, questi signori sfornavano un simile capolavoro elettroindustriale. no, non è neanche il loro primo disco, bensì il quarto. e poi mi devo sentire dire “gli anni ottanta? pacchianeria a go-go, Tardelli che esulta, i socialisti al potere…”. ma che cazzo ne sai tu, stronzo.
 
 Soundtrack: THROBBING GRISTLE “20 jazz funk greats”    
Annunci

18 commenti on “OTTANTA”

  1. disorderpixie ha detto:

    certamente..si..d’accordo su quest’analisi di spietata matrice anarco-elitarista..sull’estremismo post punk..su quel quinquennio..ma esiste una visione edonista che contempla anche gente come soft cell..ed una maglia new wave più morbida che ha nome depeche mode..anche questo fa parte del gioco..ogni anno che scorre è una triste involuzione ed in essa, si salvi il salvabile e si salvi chi può -_-

    p.s. per non vivere da reduci, fuggire dall’italia il prima possibile.

  2. eddiebax ha detto:

    che dire… fa sempre piacere trovare qualcuno che ama la musica, qualunque essa sia, e il tuo post altro non è che una intensa lettera d’amore per la musica. Posso solo aggiungere che all’epoca (77, 78 o giù di lì) anche io fui aggredito allo stomaco da quella ventata di energia nuova chiamata punk, che poi venne fagocitata dallo show business e trasformata in qualcosa di diverso, ma quella ventata mi ha svegliato. Ascoltavo Pink Floyd e Genesis e credevo che la vera musica fosse solo quella. Dall’alto del mio piedistallo di musicofilo colto guardavo tutto il resto con sufficienza… poi è arrivato il punk e ha spazzato via tutto, rimescolato tutto, dettato regole nuove, aperto gli occhi a molta gente. E’ stata una stagione brevissima e intensa, e sono contento di averla vissuta anche se solo da spettatore.

  3. utente anonimo ha detto:

    si vabbè ma l’ancillotto???

    detto questo e annegati nelle citazioni e in sublimi bibliografie ti kiedo… ma hai mai sentito dire ogni teoria necessita di una spiegazione???
    Sennò mi metti di fronte ad uno slogan e forse gli anni 80 di cui ci ricordiamo noi(rinnegati dalla storia e dalla cultura ufficiale) proprio questo non se lo meritano…
    Gli anni 80 iniziano nel 77???
    Oibò… per molti gli anni 70 iniziano nel 63(ovvio tu sai di cosa io parli)e il 63 viene ricollegato direttamente al periodo partigiano…
    Ma pensandoci l’82 viene dopo l’81 e dopo ha visto scorrere l’83, l’84 e così di fila…
    Vogliamo enunciare tutti gli splendori controculturali anno per anno???

    Perdonami sono certo di averti frainteso ma a me certe cose mi toccano duro e kiedo di capire… sai è epoca di perdita della memoria storica e tanti pennivendoli e musicisti di allora falliti (ma ancora di oggi)propinano oggi strane teoria ke a me sembrano più la necessità di smerdare periodi e storie ke LORO non hanno vissuto da COMPARSE… Respinti da un sistema ke leggeva le derive ROCKSTAR o PROFESSIONALISTIKE a vario modo lasciate trapelare…
    In kiusura… gli anni 80 sono stati una figata ma per quanto NOI ci si sia ancora inviskiati forse dovremmo ricordare ke ora siamo nel 2006… forse è meglio ke non ce ne dimentikiamo…
    abbracci

    emmepi8

  4. utente anonimo ha detto:

    …grandi Trobbing Gristle!!!

    emmepi8

  5. dressed2kill ha detto:

    PER MP8:

    1963: Berkeley, forse?

    poi, no. non credo che ogni singolo anno abbia avuto degli splendori controculturali paragonabili a quelli di cui io parlo. Non dimentichiamo il contesto più strettamente politico. E’ mai esistito da allora, 1977, in Italia un Movimento paragonabile (per efficacia, creatività, contraddizioni e spietatezza) a quello di quell’anno? No. La violenta freschezza di ciò che è venuto fuori in quei cinque o sei anni non si è mai più ripetuta. Ora la butto sul musicale: tutti i gruppi validi di ora si rifanno, si ispirano o, nel peggiore dei casi, copiano, artisti o idee legate
    a quel quinquennio. Ben vengano, per carità, ne ascolto tanti, purchè mettano anche qualcosa di loro…

    Bye, for now

    P.S. hai dimenticato un’ “H”

  6. utente anonimo ha detto:

    bercleiiiii??
    no, 1963 in italia… e gli anni 70 in questo paesotto o li guardi interi oppure…

    Vabbè… alla fine cmq sono punti di vista, speculazioni…e innamoramenti ke già solo per questo son sempre belli…
    Io mi son fatto tatuare i CRASS addosso ed essendo un pokino più giovane di te forse ho vissuto anke più intensamente fasi successive degli anni 80… forse meno embrionali e più violente…

    ciaociao

  7. utente anonimo ha detto:

    p.s.
    le h mi stanno un po’ sul cazzo)))))))))))))))))))))))))

  8. dressed2kill ha detto:

    Crass: quasi dei fricchettoni che volevano appropriarsi di….non ne ho voglia. non ora. sto aspettando l’idraulico.
    faccio presente che, comunque, non sono per qui per convincere nessuno. nè per aprire lunghi dibattiti, specie con anonimi.

    P.S. non studio sociologia, e poco mi intriga sapere cosa di importante sia successo nel 1963 nel Bel Paese. A Berkeley, contestazioni e sit-in a parte, ci sono (oggi) dei gran bei negozi dell’usato. Sono cari ma ne vale la pena.

    Soundtrack: “TAKE IT OR LEAVE IT” – The Strokes

  9. utente anonimo ha detto:

    Anonimo???

    Guarda ke qui ci sono tutte le mie info… basta ke clikki la casetta ed hai risolto…

    I CRASS quasi dei FRIKKETTONI… e cosa vorresti dire???

    Si, fai bene ad attendere l’idraulico… di meglio non potresti…
    I CRASS sono probabilmente l’incarnazione più alta del punk… punk musica
    punk politica
    punk anarkia(e non una stronza spilletta su una giacca di merda)
    punk no fenomeno di costume
    punk sfondiamo gli anni 70
    punk andiamo avanti perkè poi c’è dell’altro
    punk si ikonenograzie
    punk nofuturemavaffanculo
    … e se per te nel 63 in italia non succedeva nulla allora veramente non so ke dirti… gli anni 70 in italia lasciali perdere, sincero… fai conto ke il belpaese sia solo un formaggio e vivi sereno sognando berclei mentre lo usi per dei buoni senduic e un bikkier di latte…c’è ki il passato lo usa per costruire il futuro ki invece ci rimane attaccato come in una ragnatela…
    Ki ha vissuto il punk e lo vive tutt’oggi come un complesso fenomeno socio culturale politico ki invece si faceva la cresta e oggi invece gira in giacca perkè “ehy siam cresciuti” (e approdati al rango di mummie).
    I CRASS hanno segnato un epoca, producendo libri, tenendo incontri in tutta europa, sfuggendo al mercato e proponendo pratike di libertà… sono stati il riferimento di intere generazioni di anarco punk.frikkettoni(ke i CRASS li han capiti e amati), libertari e ribelli di ogni sorta…ma ti ripeto se poi per te il punk erano i clash con i loro bei dollaroni e i capelli ritti… vabbè… non c’è problema…

    p.s.
    guarda ke però lo stesso Genesis p.o. partiva da tutt’altre premesse…
    però ascoltare TG fa fico non c’è dubbio…
    Se vuoi ti faccio avere anke PTV, SPK, ZEV e una lista di tutte le cose più fighe a berkley fra il 63 e la metà del 64…
    http://i81b4u.blogspot.com/

    bacio bacio

  10. dressed2kill ha detto:

    my dear abbiamo poco da discutere. – e ti ricordo che il punk, che ti piaccia o no, è stato anche una moda (Vivienne Westwood, “Sex”, King’s road…). o ti consideri così profondo e impegnato da disprezzare le mode?

    P.S. I Clash i capelli dritti non li hanno mai avuti. Avevano tagli 50’s quasi da rockabilly. Facci caso. Se hanno fatto dei soldi e se la sono passata bene sono contento per loro. A me hanno dato emozioni che non si possono certo comprare.
    Le lagne anarco/bacchettone dei Crass (avevo dei dischi e conosco bene i loro testi) le ricordo, ma con ben poca nostalgia. Bel packaging però, lo ammetto…

  11. dressed2kill ha detto:

    P.S.(2): in realtà preferisco Camembert, Stilton, formaggi piemontesi e cose del genere…il Bel Paese lo lascio al popolo…

    Noblesse oblige

  12. utente anonimo ha detto:

    bel packing… si… proprio bello… e per ki non ha sostanza conta davvero proprio quello…
    Grandi i clashcapellidrittienonalvento
    ma scusa se nn ho tenuto presente vivienuestvudddd ma in quel periodo ero troppo impegnato a liquidare le lagne anarco punk per poi divenire un democratiko e zompare nelle braccia di fassino… sei anke tu un democratiko???
    Cazzo se siamo forti ve’???
    Abbasso i crass
    abbasso le idee
    abbasso il punk e il formaggio a prezzi popolari
    mo’ scappo, ho la limousine ke m’aspetta, sai sono invitato per un branch a berclei… amici progressisti e tante belle kiakkiere scisci… e poi devo bruciare altri 2 diski dei cress…
    sai com’è…
    emmepi8

  13. utente anonimo ha detto:

    ma poi hai scoperto cosa diavolo succedeva nel 63 in Italia???
    dai nn dirmi di no…
    sei davvero più ignorante di me???
    brutta storia…

    emmepi8

    e mi faccio anke pubblicità… tanto tu mika mi censuri… sei un democratico per il cazzeggio…li majo!!!!
    emmepi8

    http://www.myspace.com/rudyecrudy

  14. empatiaVirale ha detto:

    bellissima e a mio avviso sacrosantra rivalutazione degli anni ottanta, un unico difetto che per altro non influenza il giudizio estetico… aver figliato gli ottanta secchi come li chiami tu…
    ogni periodo di rottura finisce per diventare un pilastro dell’ordine successivo… magari trasformato ad uopo… questo sistema capitalistico ha un eccezionale sistema di riequilibrio, finisce sempre per inglobare la contestazione e l’opposizione appena queste riscuotono successo… cosi’ il rock divenne pop… e gli ottanta kitch…

  15. utente anonimo ha detto:

    Ciao ho appena messo On Line un Forum dove poter parlare di Metal, Punk, Hard Rock e di qualsiasi altra cosa tu abbia voglia

    C’è anche una sezione dove poter promuovere la tua band

    siamo ancora in pochi, ma è On Line dal 13 Ottobre

    Ora sto lavorando al sito che lo conterrà, quando sarà tutto pronto lo passerò su un dominio a pagamento

    ________________________________________________

    http://utenti.lycos.it/killemall85/

    cercasi collaboratori

    ___________________________

    _______________

    (http://killemall85.spaces.live.com/)

  16. goodnightmoon88 ha detto:

    io sono nata nell’ottantotto e non ho vissuto niente….
    non ho radici…
    non ho radici…
    fanculo
    fatemi rinascere… vorrei avere vissuto qualcosa… e invece ho il vuoto

  17. dressed2kill ha detto:

    …in realtà ai tempi non è che sprizzassi gioia di vivere, nonostante i fermenti culturali a cui ho accennato qui sopra…però, sì. col senno del poi sono contento di essere nato quando sono nato. e di avere vissuto adolescenza e gioventù senza cellulare, senza ossessione della comunicazione estrema, della rintracciabilità H24, delle chat, e soprattutto delle manipolazioni ( a volte private, sempre pubbliche) a cui si è soggetti proprio a causa di questi mezzi di comunicazione che tutti (mi ci metto anche io) adoriamo…

    comunque Bret Easton Ellis ha fatto (“le regole dell’attrazione” “meno di zero”) dei bei ritratti dei giovani edonisti degli anni ottanta…il senso di vuoto si sentiva anche allora (vedi riflusso), forse ancora di più, dopo la disillusione dovuta al tramonto degli ideali rivoluzionari e/o pacifisti dei 60 e dei 70…

    M


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...