IL FANTASMA, ANCORA

sabato sera. un amico che non vedo da tempo. un motivo valido per uscire. cena fuori. un po’ di polverina bianca, dopo quasi un anno, credo. perché no? con moderazione e controllo. dosaggio perfetto, senza strafare. seduti in uno degli innumerevoli locali pseudotrendy che affollano il centro della città. una torta al cioccolato, malvasia. parlo a ruota libera, per una volta. poi, una sensazione. un istante. avverto un cappotto scuro, un profilo familiare, un taglio di capelli. è una percezione, la coda dell’occhio avverte qualcosa ma non molto. un dubbio. mi estranio dalla conversazione. do le spalle al resto del locale. è stata una scelta che ho fatto di proposito, forse un presentimento.  intuizioni a parte, non avevo comunque voglia di giochi di sguardi. che si fottano tutte quante. non ho voglia di sbavare dietro la prima che capita per il suo bel culo del cazzo. il dubbio si insinua come un serpente dentro il mio stomaco. cado in uno strano pensiero. un serpente che viaggia attraverso il mio intestino e mi esce dalla bocca. tronco le mie grottesche meditazioni prima che degenerino e rivolgo di nuovo la parola al mio amico. noto un conoscente in un tavolo accanto. B, girati e vedi se è lei senza farti accorgere – M, non lo so, è girata – ok, lascia stare, non importa. mi distraggo. penso ai testi delle canzoni dei Flipper. alla mia giacca antracite estiva da ritirare in lavanderia. ai codici che uso in ufficio. all’immaginaria figlia del contadino che ha colto l’uva dalla quale è stato prodotto il vino dolce che sto bevendo. al tempo che passa. al mio amore perduto. alla foto di mia nonna. poi sopraggiunge un po’ di irrequietezza. andiamocene, mi sono rotto. il mio irritante tono di comando. l’amico acconsente, lo capisco. aspetta, vado un attimo in bagno. apro la porta, una tizia bionda che non riconosco mi saluta. frazioni di secondo. (ma lei è…). mi giro. la bionda è la sorella del fantasma. ed il fantasma è lì, accanto a lei. gli sguardi si incrociano per un secondo. mi aspettavo odio e rancore in quello sguardo. no, non ne ho visto. non so cosa ci fosse, probabilmente solo sorpresa e imbarazzo. non saluto, tiro dritto in bagno. quando esco evito di volgere lo sguardo verso la sala dove è probabilmente ancora seduta. sorrido, obliquamente. e mi viene in mente tutto. quella notte. la mia ira. i miei schiaffi. la polizia. il rimorso. la denuncia. quando si giocherella troppo a lungo con una persona sensibile aspettatevi di tutto. bene ricordarlo…
 
chi volesse approfondire dovrebbe leggere  il post
UNA NOTTE, tag inside me, aprile 2006
Soundtrack: CRISPY AMBULANCE ”The presence”
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13 commenti on “IL FANTASMA, ANCORA”

  1. Dolcezza89 ha detto:

    scartch, di kendall payne

  2. L3oLa ha detto:

    se desideravi darle importanza,
    noo potevi usare
    epitedo
    migliore

  3. dressed2kill ha detto:

    Per L3ola: l’epiteto mi sembra neutro, adatto, ed è quello che mi è venuto fuori a caldo in quei giorni…

    Per Dolcezza89: non conosco, ma il titolo è forse “Scratch” e non “Scartch”…

    M

  4. L3oLa ha detto:

    i fantasmi sono morti
    per questo ci
    tormentano per
    sempre
    buona serata

  5. PsycoChic ha detto:

    Mah, ogni volta che Ti leggo Mi viene una strana sensazione che non so descrivere.

  6. 0piate ha detto:

    caro m…
    vorrei rispondere al tuo commento in maniera intelligente…ma sinceramente nn so proprio ke dirti!
    buona serata

  7. dressed2kill ha detto:

    Per Opiate:

    qui l’intelligenza si può anche mettere da parte, come del resto la superficialità, il fashionismo e lo scarso senso del rock&roll

    disillusione ed egocentrismo sono, invece, più che ben accetti…

    M

  8. utente anonimo ha detto:

    l’unica cosa che mi passa nella mente è…

    …Una goccia di Desy

  9. twentythree ha detto:

    La denuncia. quando si giocherella troppo a lungo con una persona sensibile aspettatevi di tutto. bene ricordarlo…

    Speriamo se lo ricordi il mio di fantasma…

  10. VaicyA ha detto:

    “Esprimere sempre e comunque quello che si pensa non potrebbe non complicarla. ”
    quando c’è da esprimere qualcosa, io lo faccio, sono sincera con gli altri, ed in primis con me stessa. Forse dipende dalla mia tendenza ad essere disillusa e senza speranze per tutto, ma preferisco soffrire per una verità, che illudermi per una bugia.
    Questo è ciò che penso. Degli altri, non mi pongo il problema, mi fa male, certo, vedere soffrire una persona per una verità presa di petto. E’ per questo, che preferisco il “silenzio” alla menzogna. E’ certamente un modo per sfuggire da alcune “responsabilità”, è anche una forma di falsità ed ipocrisia, ma la preferisco.
    baci, e grazie per lo scambio di visioni 😉

  11. sbiiebasta ha detto:

    dressed to kill?bello.

    ho letto il tuo commento nel blog di VaicyA.
    ipocrisia..falsità.quella roba li.

    oggi cade tutto a puntino.

    e questi post mi piacciono.
    non mi annoiano.

    saluto te e il fantasma.

  12. dressed2kill ha detto:

    Per sbiiebasta:
    è raro, molto, che faccia apprezzamenti positivi su quel che leggo nei blog.

    d’altronde non vi è nulla di cui stupirsi vista la considerazione che ho per quasi tutto quello che mi circonda. spero che continuerai a scrivere. artisticamente vedo Bellezza solo negli stati d’animo comunemente categorizzati come negativi. una volta dissi ciò (nella vita reale) ad una potenziale allieva, la quale non si fece mai più sentire. colsi paura nel suo sguardo (“di questi tempi, non si sa mai”), la cosa mi divertì parecchio.

    Soundtrack: BUSH TETRAS

  13. sbiiebasta ha detto:

    beh..allora devo essere felice.

    gli stati d’animo negativi si divertono a bloccarti e spremerti il cervello..
    e allora magari esce anche fuori qualcosa di buono.


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