THE GOOD THE BAD & THE QUEEN

History Song, gli slide di chitarra di Simon Tong dei Verve, poi il mood della voce di Damon Albarn dei Blur, quindi poche, profonde note di basso. piccole pause. le classiche pause reggaederivate. il timbro è cupo, soffocato. è Paul Simonon, dei Clash. tornato dopo ben oltre dieci anni dalla sua ultima incisione. è tornato con i suoi classici, semplici giri di dub bianco e metropolitano. questo è un disco che trasuda Londra da tutti i solchi (è stato stampato anche su vinile). sa di birra stantia su vecchi pavimenti di legno. di sciarpa scozzese a fondo rosso annodata in maniera classica, non quel cazzo di nodo scorsoio dei fighetti odierni, ci si impiccassero tutti quanti. sa di kebab alle tre del mattino. di Guardian sotto il braccio. di anfibi che incedono con passi frettolosi. di bacon croccante. di “allright, mate?”. di incessante pioggerella. PaulSimonondi Golden Virginia in confezione da 12.5 grammi. Kingdom of Doom, dolce malinconia di una domenica mattina inglese. il video mi porta alla mente quei council flat  che a vent’anni divennero la mia residenza. appartamenti dal soffitto basso. muri di cartone. incastrati in casermoni enormi, grigi, sublimemente squallidi. ricordo quando rientravo di notte attraversando quei labirintici passaggi sopraelevati. a volte mi fermavo, mi accendevo una sigaretta e mi perdevo ad occhi socchiusi nelle luci di quella città che fino ad allora avevo solo sognato. era quella la felicità? non lo so, forse sì. ora è solo un ricordo sfumato, come una vecchia polaroid, cielo neroblu e livide luci arancioni. altro che climi tropicali e isole incontaminate. no, non ho mai cambiato gusti, a proposito di environment ideali. torno al disco. mi piace anche perché è compatto, con pochi alti e bassi. nostalgico e rassicurante. ci si avverte la maturità di chi l’ha creato. e quella sorta di matura serenità che forse per me rimarraà sempre un mistero. Green fields, una ballata, un momento tra i Beatles e i Jam. e poi la conclusiva ed eponima The Good, the Bad & the Queen. La sua introduzione mi fa pensare alla scena finale di un film, quando il protagonista decide qualcosa di drastico. si sente tradito, solo. prende un treno e va via. come in Quadrophenia. ma quella è un’altra storia ed ora non ho più voglia di scrivere. ho solo voglia di nascondermi da questo sole schifoso. e di chiudere gli occhi. in un modo o nell’altro.
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9 commenti on “THE GOOD THE BAD & THE QUEEN”

  1. FrancesGlass ha detto:

    Il finale di Quadrophenia aspirò via tutta l’aria dai miei polmoni sedicenni..ricordo ancora distintamente quella sensazione che mi portò a pensare che avevo bisogno di rifletterci su, per un bel pò.

  2. dressed2kill ha detto:

    re:FrancesGlass
    sono dell’idea che ha poca importanza cercare significati nelle opere d’arte. il Bello è tale a prescindere dai “messaggi” (brutta espressione usata spesso a questo proposito) che esso può trasmettere. certo che la fine di Quadrophenia mi fece pensare non poco. si butta anche lui o vola solo lo scooter, simbolo della sua appartenenza ai mods, la (sotto)cultura urbana vintage per eccellenza?

    opinions are welcome.

    M

  3. FrancesGlass ha detto:

    Perfettamente d’accordo sulla preziosità del mantenimento del “segreto” nell’arte (e sono orgogliosa di scriverlo dopo un noioso esame di estetica in proposito).

    Per quanto riguarda Quadrophenia, all’epoca propendevo per un’interpretazione (e di sicuro non per il gusto dell’happy end): è solo lo scooter ad essere gettato via, alla fine lui percepiva l’iconografia mod, che precedentemente aveva reso parte integrante della propria identità, come un prolungamento ingombrante e svuotato di significato. Ma magari no, magari mi sbaglio.
    Qui risiede il fascino.

  4. stazionetermini ha detto:

    Però..che riflessione…deve essere una verapassione per te.
    complimenti
    ciaufffffffffffffffffff

  5. sexydarkmoon ha detto:

    i wear my sunglasses at night e i miei occhi non sopportano la luce.

  6. sexydarkmoon ha detto:

    Oh dress yourself my urchin one, for I hear them on the stairs
    Because of all we’ve seen, because of all we’ve said

    We are the dead.

  7. dressed2kill ha detto:

    re: sexydarkmoon

    testo? poesia? citazione?. illuminami. di “oscuro splendore” possibilmente. ho scoperto (e verificato da più fonti) che è quello il significato della parola da cui deriva il mio cognome. antico germanico, per la precisione.

    -M

  8. sexydarkmoon ha detto:

    è un pezzo di una canzone di bowie da cui pensavo avessi preso il tuo nick.

  9. stellawasadiver ha detto:

    Che bello questo post, soprattutto quello che scrivi riguardo al video.
    Lo sai che The Good, The Bad and The Queen suoneranno a Firenze all’ex Arezzo Wave? link: http://www.allaradio.org/rubriche/news/dettaglio.asp?id_news=2334
    Ciao


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