HOTEL ANGLETERRE

Fenster

 il respiro dell’hotel. Il sistema d’aerazione. regolare, profondo. quel ronzio. avrebbe potuto essere così rassicurante, simile a quello delle navi. che ora passano lente sotto di me. ma non lo è stato. anzi, a volte sì, a volte no. cerco solo di spiegare il Malessere, e la paura del Malessere. ma forse è meglio pensare e quindi narrare…. ancora il ronzio e le tante oblique finestre sul cortile. le doppie tende. La profonda speranza dell’autosuggestione, legata ad una mia ipotetica paranoia, infondata – sai, succede. Sorte che invece toccò alla speranza [?]. (muoversi, trasferirsi – è il punto cardine della disintossicazione da oppiacei). ancora le doppie tende, i portacenere, le cartine, le calze, i nostri vestiti. ma quando hai il Malessere sembra che tutti gli oggetti ti siano ostili o, quantomeno, indifferenti. come se volessero farti capire qualcosa. non vale la pena  toccarli, il loro uso non ti procurerà né piacere, né giovamento. al massimo una blanda sensazione benefica di scarsa intensità e breve durata. sentirsi vuoto, incapace di comunicare alcunché a chi ti sta devotamente, pazientemente accanto. il Malessere fagocita spietato anche, e prima di altre, quelle parti di te dedicate ad altri.

Soundtrack: Berlin U-Bahn

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One Comment on “HOTEL ANGLETERRE”

  1. FrancesGlass ha detto:

    Chi ti sta accanto devotamente è in grado di capire in assenza di parole.
    Il Malessere non può fagocitare il nostro sistema paralinguistico.


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