IL VELO

2008, tardo autunno

quel sottile velo di incomprensione, quello strato di incomunicabilità che non si deve provare a lacerare brutalmente. sarebbe una forzatura, sterile. le sue cellule si riformerebbero, con costante lentezza, inesorabilmente. la sua esistenza ha un senso e una logica che sono molto difficili da cogliere. per quanto intenso lo sforzo,  non ci si può mai compenetrare del tutto. con tutti gli studi e la buona volontà del mondo non si possono identificare gli scomposti tasselli del dedalo delle nostre emozioni, dei nostri sentimenti più intimi. ed è un bene che sia così. cosa più bello di scoprire senza fretta nuove sfaccettature di Chi si ha accanto? col tempo, lentamente. ed anche se non ci si riesce del tutto, come sempre accade, non ha alcuna importanza. il volere spiegare tutto ad ogni costo comporta, almeno nel mio caso, ansia e frustrazione. ne faccio a meno più che volentieri, essendo le mie scorte di tali stati d’animo/emozioni sempre molto ben fornite.

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